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Comprendere la crescita e il ROIC

Formula del Key Value Driver: come crescita e ROIC guidano il valore aziendale

Il ROIC e la crescita sono le due variabili che determinano se la tua azienda sta creando o distruggendo valore. Questo articolo spiega come interagiscono, analizza la formula dei principali fattori di creazione del valore di McKinsey con esempi pratici e mostra come i team di FP&A possono utilizzare entrambe le metriche nella pratica.

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min di lettura

Indice dei contenuti:

Crescita: legna o solo benzina per il fuoco?
Spiegazione della formula del fattore chiave di valore
ROIC: l'eterno sfavorito della valutazione aziendale
Mantenere l'equilibrio: come bilanciare correttamente crescita e ROIC?

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A cura di Daniele Tedesco, CEO di Apliqo

In preparazione al nostro primo modulo della Apliqo FPA Masterclass 2022 con Jack Alexander, esaminerò più da vicino i 2 fattori fondamentali di creazione di valore per qualsiasi azienda: la crescita e il rendimento del capitale investito (ROIC).

Di seguito vi mostrerò in dettaglio perché questi parametri sono fattori determinanti di valore e accennerò anche a come bilanciarli adeguatamente per ottimizzare le prestazioni della vostra azienda.


Crescita: legna o solo benzina per il fuoco?

Per molti, la crescita è la linfa vitale di un'azienda. Dopotutto, pochi CEO si lamenterebbero se la propria azienda registrasse aumenti di fatturato, una base clienti in espansione e maggiori volumi di vendita. Ma cosa succederebbe se vi dicessi che il modo in cui spesso pensiamo alla crescita non offre un quadro completo del valore che la nostra azienda sta generando?

Sebbene sia un indicatore indiscusso della creazione di valore di un'azienda, la crescita in realtà non genera valore. Piuttosto, accelera il ritmo con cui un'azienda lo crea o, nei casi peggiori, lo distrugge.

Affinché la crescita abbia un impatto positivo sulla creazione di valore, un'azienda deve prima avere un ritorno sull'investimento positivo (o spread). Tassi di crescita elevati senza spread non creano alcun valore aggiuntivo, e la crescita in periodi di rendimenti negativi non fa che aumentare la velocità con cui un'azienda brucia liquidità.


Spiegazione della formula del fattore chiave di valore

Per aiutarvi a visualizzare questo concetto, calcoliamo il valore di un'azienda immaginaria utilizzando la Key Value Driver Formula di McKinsey: Valore = Profitto × (1 − Crescita/ROIC) ÷ (Costo del capitale − Crescita). Questa formula è il modo più chiaro per comprendere perché la crescita e il ROIC debbano essere considerati insieme, non separatamente.

  • Profitti pari a 100 milioni di dollari

  • 5% di crescita annua

  • 20% di ROIC

  • 10% di costo del capitale

Utilizzando la formula di McKinsey, il valore di questa azienda è di 1,5 miliardi di dollari. Se modificassimo il ROIC dell'azienda al 10% (nessuno spread), il suo valore scenderebbe a 1 miliardo di dollari e rimarrebbe stagnante anche se il suo tasso di crescita aumentasse. Se il ROIC scendesse ulteriormente, ad esempio all'8%, il valore dell'azienda scenderebbe a 851 milioni di dollari e continuerebbe a calare drasticamente qualora la sua crescita dovesse aumentare.

Questo scenario semplice ma efficace aiuta a delineare il motivo per cui invito a considerare la crescita come un importante acceleratore di valore. Nei periodi di ROIC positivo, perseguire la crescita può aiutarci ad aumentare drasticamente il valore della nostra azienda e l'interesse degli azionisti. Tuttavia, nei periodi in cui il ROIC è basso, è generalmente preferibile controllare la crescita e cercare invece modi per migliorare i nostri rendimenti.

È anche importante notare che la crescita è un parametro volatile che sale e scende in risposta ai cambiamenti del mercato e del settore, nonché alle variazioni di fattori specifici dell'azienda, quali personale, operation, clienti, performance finanziaria, rischi e altro ancora.


ROIC: l'eterno sfavorito della valutazione aziendale

L'allocazione del capitale è sulle labbra dei professionisti della finanza da quando Warren Buffett ne ha evidenziato l'importanza negli anni '80. E sebbene io non sia qui per discutere la valutazione aziendale dal punto di vista di un investitore, l'importanza del ROIC sottolineata dall'Oracolo di Omaha è valida anche da una prospettiva di FP&A.

Mentre la crescita è un parametro volatile, il ROIC è molto più sostenibile. I dati McKinsey ricavati dalle 500 principali società quotate statunitensi del 1965, 1975, 1985 e 1995, ad esempio, mostrano che le aziende hanno avuto molto più successo nel mantenere il proprio ROIC nel tempo rispetto al proprio tasso di crescita. 

Pur essendo stabile, il ROIC ha anche un effetto molto più diretto sul valore aziendale rispetto alla crescita, soprattutto perché incide direttamente sul flusso di cassa di un'organizzazione. Ancora una volta, per visualizzarlo, possiamo tornare al caso dell'azienda immaginaria che abbiamo utilizzato in precedenza.


Mantenere l'equilibrio: come bilanciare correttamente crescita e ROIC?

Per generare valore, i CFO, i CEO e gli altri dirigenti aziendali devono individuare opportunità per massimizzare il ROIC. A tale scopo, può essere utile esaminare il tempo di ciclo (cycle time) e trovare modi per ridurre il tempo necessario affinché l'azienda generi rendimenti. Alcuni dei principali fattori del tempo di ciclo che vale la pena esaminare includono:

  • Capitale circolante: quante scorte ha l'azienda rispetto a quelle di cui ha bisogno? Quanto sono efficienti la supply chain e il processo di riscossione dei crediti?

  • Tempo di produzione (Time to production): quanto tempo occorre affinché i nuovi investimenti inizino a generare rendimenti?

  • Tasso di utilizzo del credito: a quanto ammonta l'indebitamento della vostra azienda e quali sono i suoi limiti di credito?


La crescita, pur rimanendo un fattore chiave di valore, deve essere vista per quello che è: un acceleratore di valore che è meglio perseguire quando i rendimenti sono elevati.

CASI DI STUDIO

Come

Executive Finance Summit

uses Apliqo

Daniele Tedesco, CEO di Apliqo, ha lasciato che degli agenti di intelligenza artificiale eseguissero dal vivo, davanti a tutta la sala, una chiusura di fine mese, un'analisi degli scostamenti e un ciclo completo di previsione. Niente slide a sostituire la realtà. La sua tesi: il vero collo di bottiglia è il ritmo di pianificazione che il settore finanziario utilizza da 50 anni, non i fogli di calcolo, né le persone.

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